Mindfulness nel trattamento del BED

Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata o Binge Eating Disorder (BED) interessa circa il 2-5 % della popolazione generale ed è presente in un’alta percentuale di persone che si rivolgono a centri per la cura dell’obesità. La presenza di frequenti episodi di abbuffate con perdita di controllo senza i comportamenti di compenso (vomito autoindotto, uso inappropriato di diuretici o lassativi e intensa attività fisica) per controllare il peso corporeo tipici della Bulimia Nervosa, la distinguono da quest’ultima. Le persone affette da BED si abbuffano, per lo più, in seguito ad emozioni negative, quali la tristezza, la rabbia, la solitudine ed in genere tendono a valutare più stressanti le situazioni rispetto a coloro che non soffrono di Binge Eating Disorder.
La difficoltà di questi pazienti a gestire le proprie emozioni ed i propri stimoli fisiologici quali la fame e la sazietà, ha indotto dei ricercatori a utilizzare la Mindfulness nel trattamento del BED. Mindfulness secondo la definizione di Jon Kabat-Zinn “significa fare attenzione in modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”. La Prof.ssa Jean L. Kristeller ha proposto la Mindfulness-Based Eating Awareness (MB-EAT) per il trattamento del Binge Eating Disorder partendo da tre modelli teorici:

  • Il modello di regolazione nell’assunzione di cibo(Hetherington&Rolls, 1996; Rodin,    1981);
  • La teoria dell’autoregolazione (Schwartz, 1975)
  • Modelli terapeutici e neurocognitivi di meditazione mindful (Goleman, 1988; Kristeller, 2007; Siegal, 2007)


La MB-EAT mira a favorire una maggiore consapevolezza dei fattori interni ed esterni che favoriscono il mangiare, interrompere i cicli disfunzionali delle abbuffate ed i sensi di colpa e le eccessive restrizioni. Nelle 10 sessioni del programma si praticano esercizi di Mindfulness per aumentare la consapevolezza, non essere giudicanti e sviluppare la capacità di non agire in modo automatico nella quotidianità, compreso il mangiare. Per migliorare il rapporto con il cibo si eseguono esercizi di Mindful Eating per avere una sana consapevolezza delle sensazioni di fame, sazietà e pienezza, recuperare l’esperienza del gusto, assaporando e godendo del cibo. Attraverso questi esercizi le persone riscoprono il vero piacere del mangiare.
Il programma prevede anche esercizi per raggiungere un equilibrio emozionale ed un’auto-accettazione. Imparare a riconoscere e tollerare le emozioni ed i fattori che le scatenano è il primo passo per aiutare questi pazienti a non usare il cibo come elemento sedativo ma gestire le proprie emozioni in modo più funzionale.
Sviluppare un rapporto migliore con se stessi, con il proprio corpo e con gli altri è favorito da esercizi specifici, come ad esempio il body scan che aiuta a distinguere tra il “vivere il corpo” e “giudicare il corpo” e da esercizi in grado di far emergere le proprie risorse interiori nel momento in cui si devono fare scelte. Il mangiare può così diventare un momento di puro piacere e non una momentanea carezza presto sostituita da senso di colpa e sensazione di inadeguatezza.


Dott Enrico Prosperi
Medico Chirurgo
Specialista in Psicologia Clinica
Prof.a.c. Università di Roma Sapienza
Fonte www.psicoclinica.it del 5/2/2012