• Educazione Terapeutica

    L'Educazione Terapeutica consiste nell’aiutare il paziente e la sua famiglia a comprendere la malattia ed il trattamento, a collaborare alle cure, a farsi carico del proprio stato di salute ed a conservare e migliorare la propria qualità di vita.
  • Gestire le emozioni

    Imparare a riconoscere e nominare le proprie emozioni è il primo passo per tollerarle meglio. Le terapie cognitivo-comportamentali di terza generazione, attraverso esercizi esperienziali, aiutano a sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri vissuti e ad individuare le personali direzioni che si vogliono percorrere.
  • Migliorare l' Autostima

    L’Autostima viene alimentata da apprezzamenti che riceviamo dall’esterno, da quello che gli altri pensano di noi, ma SOPRATTUTTO da quello che noi abbiamo interiorizzato e pensiamo di noi stessi!
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Il ruolo attivo del paziente

Postato da Enrico Prosperi

Le persone che convivono con una o più di queste malattie (diabete, asma, obesità,ecc.) si trovano a dover rivedere il proprio stile di vita in molti aspetti (lavorativo, familiare, pubblico, privato). Allo shock iniziale della diagnosi segue un percorso di cura che li accompagnerà e nel quale le persone incontreranno gli specialisti della salute per ricevere consigli, informazioni, prescrizioni, visite.

 

L’educazione terapeutica è una nuova pratica di aiuto che si propone diversi obiettivi (tra i quali una migliore aderenza alla cura stessa). Questo perché, affiancandosi al tradizionale percorso di cura (che resta di fondamentale e imprescindibile importanza), guarda al paziente come una risorsa attiva che può contribuire al miglioramento della sua qualità della vita. Ogni persona porta con sé un bagaglio di conoscenze e di esperienze fondamentali non solo nella gestione della malattia ma anche nel modo di viverla.Gli operatori formati all’educazione terapeutica sanno che le conoscenze del paziente sono il punto di partenza da cui costruire un progetto per lavorare insieme, per tracciare un percorso di significati. Nel caso di gruppi di e.t., il confronto tra diverse storie è una felice opportunità di scambio per tutti i partecipanti, professionisti inclusi. Il nostro ruolo è quello di mettere il paziente nella condizione di attingere dalle sue conoscenze e di acquisire nuove competenze per far fronte alla cronicità in maniera efficace, ma non solo. È importante evitare complicazioni o ricadute per preservare il proprio capitale salute con comportamenti riflessivi su noi stessi e sulle scelte quotidiane che decidiamo di prendere.