MINDFULNESS

 

Postato da Enrico Prosperi

Il termine mindfulness deriva da sati, parola del vocabolario Pali che significa consapevolezza. Grazie a Jon Kabat-Zinn, circa 35 anni fa, la mindfulness viene applicata nel trattamento dello stress e successivamente, grazie ad altri studiosi, nella prevenzione della ricaduta della depressione. È parte integrante della terapia Dialettico Comportamentale, nata con Marsha Linehan nel trattamento del disturbo borderline e applicata da qualche anno nella cura della Bulimia Nervosa e del Binge Eating Disorder. Esercizi di mindfulness sono utilizzati anche nell’ACT (Acceptance and Commitment Therapy), che fa parte delle cosiddette terapie cognitivo comportamentali di terza generazione. La mindfulness non va confusa con una tecnica di rilassamento, anche se spesso lo produce, ma, come dice Kabat-Zinn è “essere presenti a se stessi…meditazione non vuol dire estraniarsi dal mondo, significa vedere le cose chiaramente e assumere deliberatamente posizioni diverse rispetto a esse”. Durante la pratica di mindfulness piuttosto che cercare di comprendere ciò che si sta provando, è importante vivere le sensazioni ed entrare in relazione con se stessi, in modo non giudicante. Negli ultimi anni molti neuro scienziati si sono occupati degli effetti della meditazione, scoprendo che le persone che meditano regolarmente mostrano cambiamenti funzionali a carico della corteccia prefrontale sinistra e migliori risposte immunitarie ai vaccini contro l’influenza.